Palazzo del Principe


 

 


:: C.Grasso, Veduta di Genova nel 1481, fine del XVI secolo, Genova, Museo Navale.

 


:: Veduta del porto di Genova. Foto Agosto.

 


:: Crollo del braccio ovest del porticato.

IL PALAZZO E LA CITTA'

ll dipinto del Grasso, eseguito alla fine del XVI secolo, riproduce l’immagine ufficiale della città, prodotta nel 1481 ed oggi perduta. A quella data, Palazzo del Principe non esisteva ancora. La veduta mostra quindi gli edifici che, all’interno del borgo di Fassolo, occupavano il terreno su cui in seguito sarebbe sorto il palazzo: sappiamo che tra il 1521 e il 1529 Andrea Doria acquistò tre proprietà contigue (dalle famiglie Giustiniani, Forneto, Lomellini), e riutilizzò parti delle strutture esistenti inglobandole nel piano terra del suo palazzo.

Andrea Doria costruisce il suo palazzo in posizione strategica dal punto di vista militare. Affacciato sul mare a meridione – le galere Doria potevano così attraccare proprio di fronte alla residenza – e protetto alle spalle dalla collina di Granarolo, il palazzo sorge subito fuori dalla cinta muraria, in prossimità dell’accesso occidentale alla città, la Porta di San Tommaso.

La fotografia aerea mostra il Palazzo del Principe nell’attuale contesto urbanistico. Il giardino a monte, che arrivava alla sommità della collina, è stato distrutto a partire dalla metà dell’Ottocento per far posto ai binari della ferrovia , ad un quartiere di civile abitazione ed all’ampia mole dell’Hotel Miramare (1913). A sud, l’edificazione della nuova Stazione Marittima, l’ampliamento di Via Adua negli anni Trenta e, in seguito, la costruzione della Sopraelevate (1962-65) hanno interrotto il rapporto del complesso monumentale con il mare, circondandolo con una fascia viaria di intenso traffico.

I BOMBARDAMENTI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

Nel 1944 sia il palazzo che il giardino meridionale subiscono devastanti bombardamenti da parte delle forze alleate. La posizione del complesso monumentale, vicino ad obiettivi di evidente valore militare come i binari ferroviari, di per sé lo candida a subire danni; inoltre, una erronea informazione che lo segnala agli alleati come sede del quartiere generale tedesco (ubicato invece nel vicino edificio dell’Hotel Miramare) lo rende un obiettivo di primaria importanza, colpito in ripetute occasioni.

Nel corso dei bombardamenti fu colpita anche la cinquecentesca Fontana del Nettuno, al centro del giardino, poi ricomposta negli anni Cinquanta.

 


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