Palazzo del Principe


 

 

 

 


LA GROTTA DORIA

La moda cinquecentesca della grotta artificiale, "meraviglia" inserita tra le delizie del giardino aristocratico per allietare l'otium del proprietario e dei suoi ospiti, ha in Genova un delle capitali, cui erano pari per iportanza - ci dice una fonte del tempo - solo Roma e Fontainebleau: La fortuna genovese di questo elemento ha inizio con la grotta Doria, "architettata" dai perugino Galeazzo Alesi alla metà del Cinquecento.

Essa era originariamente parte della proprietà della famiglia Galleani, iscritta all'albergo (consorteria nobiliare) dei Doria. Nel 1603 l'intera proprietà fu venduta a Giovanni Andrea I Doria, e la grotta entrò a far parte dei giardini nord di Palazzo del Principe.

L'ambiente primcipale era preceduto da un atrio oggi in massimna parte distrutto, un "portico o picciol vestibolo adorno di nicchie nè fianchi". Da tale atrio si accedeva alla sala ottagonale, la cui volta era in origine conclusa da una lanterna con piccole finestre recante all'apice la raffigurazione di un'aquila, simbolo araldico della famiglia Doria.

L'intera superficie della grotta, tranne i pavimenti rivestiti di marmo, è incrostata di decorazioni in conchiglie, coralli, tessere di maiolica, ciottoli, cristalli e frammenti di stalattiti nalturali: un mosaico polimaterico di eccezionale ricchezza, che "gioca" a mescolare natura ed artificio. Un visitatore spagnolo così la descriveva: "una fonte... la cosa più delicata che si possa immaginare", coperta di "marmi, coralli, madreperle" e "ciottoli grandi quanto mezza unghia".

Le scene ed i personaggi raffigurati nei mosaici illustrano per lo più temi legati all'acqua, elemento peraltro fisicamente presente nella grotta. Essa scorre infatti sulla superficie della profonda nicchia aperta sul lato di fronte all'ingresso, ed in antico stilava dall''alto nei bacini sottostanti le varie nicchie minori. All'acqua alludono sia le personificazioni dei fiumi sulle Polifemo sullo scoglio, Galatea sulla conchiglia trainata dai delfini, il rapimento di Europa, Nettuno sul cocchio, Perseo mentre uccide il mostro pareti sia gli episodi "marini" prevalenti nelle decorazioni degli spicchi della volta, nelle quali possiamo riconoscere marino che minaccia Andromeda, Peleo e Teti, il rapimento di Dianira.

Un'ultima scena, conserva tracce di una figura posta a cavallo di un defino. Numerosi elementi di questo insieme sembrano ispirati alla decorazione eseguita un ventina di anni prima nelle sale di Palazzo del Principe: ad esempio, Nettuno che guida il cocchio marino riprende il motivo illustrato da Perin del Vaga nel "Salone del Naufragio", dipinto ad olio su muro e oggi perduto. L'insistito omaggio al mondo classico è evidente sia nella pianta dell'ambiente, che richiama importanti strutture termali romane, sia nella tipologia decorativa, che comprende elementi espilicitamente "all'antica" , quali ad esempio, i medaglioni con profili "a cammeo" ed i mascheroni.

Sino al XIX secolo, la grotta Doria è citata e lodata dalle fonti locali che condividono il giudizio datone nel 1568 dal fiorentino Giorgio Gasari nelle sue celeberrime Vite ("cosa notevolissima"). In tempi più recenti, le vicende di distuzione che hanno interessato i giardini settentrionali di Palazzo del Principe hanno coinvolto anche questa struttura: inglobata in un palazzo moderno, oggetto di pesanti interventi nel 1910-11, essa fu danneggiata dai bombardamenti dell'ultimo conflitto e cadde per un certo tempo in un oblio pressoché totale.

Recuperata agli studi negli anni Ottanta e riacquistata nel 1999 dalla famiglia Doria Panphilj, la gratta e' stata oggetto di un intervento di pulitura che ha consentito di riportarne in luce gli splendidi colori. Attraverso questo intervento si e' avviato il recupero di un monumento di raro fascino, del quale già nel 1845 uno dei più appassionati conoscitori genovesi di cose d'arte, Federico Alizeri, scriveva che "ha fama assai minore del merito".


TOUR
IL PALAZZO
IL GIARDINO
La Storia
Il giardino rinascimentale tra Andrea e Giovanni Andrea I Doria
L'uccelleria
Il gigante
La grotta
Il giardino del '600 e del '700
Il giardino dell '800
Il ventesimo secolo
Il Progetto di ripristino. La ricostruzione topografica dell'impianto tardo cinquecentesco.
La sistemazione paesaggistica
Linee generali per l'impianto verde
La ricerca archeologica nel giardino a mare (Marco Biagini)

Considerazioni sul sistema idraulico (Andrea Mamone)

  Le foto del Giardino
OSPITI ILLUSTRI
LA FREGATA DEI DORIA
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