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Considerazioni sul sistema idraulico:
dall'indagine archeologica al documento dello schiavo Amett.
(a cura di Andrea Mamone)
Il sistema idraulico di alimentazione del Palazzo puo' immaginarsi
come una complessa rete di connessioni, in cui le tubature
a pressione alimentano una vasta tipologia di fontane; esso
comprende le condotte per l'irrigazione del giardino e quelle
per il rifornimento delle cisterne del palzzo: dai documenti
storici apprendiamo che tre punti "esterni" alimentavano
l'intero sistema, ma il vero punto di provienenza dell'acqua
era dall'acquedotto del Lagaccio.
Il sistema idraulico conosce tre fasi di sviluppo, in qualche
modo collegate all'evoluzione del disegno compositivo del
giardino, e all'assetto delle fontane. Del primo sistema idraulico
di alimentazione del giardino a mare, quello cinquecentesco,
non abbiamo una documentazione cartografica di riferimento.
Nel giardino erano collocate sull'asse di levante la Fontana
del Satiro, la vasca semiesagonale con mascherone, la fontana
dell'inverno e la fontana della Primavera; simmetricamente
dalla parte opposta la fontana dei Delfini, la vasca semiesagonale
con mascherone, la fontana dei Delfini, la vasca semiesagonale
con mascherone, la fontana dell'Autunno e la fontana dell'Estate.
Lungo questi due assi il sistema idrico era costitruito da
tubature a bassa pressione, che captavano l'acqua rispettivamente
dalla Fontana del Satiro e dal barchile dei Delfini: queste
erano alimentete attraverso attraverso la conduttura proveniente
dalla torre d'angolo, che già doveva essere stata costruita
proprio nella prima fase di sistemazione del giardino.
All'interno di questa prima fase - caratterizzata da un sistema
idrico basato su un'unica tubatura di alimentazione, quella
dal Fossato, impostato su due assi - segue immediatamente
la trasformazione dovuta alla costruzione della fontana del
Nettuno, che comporta l'aggiunta di una conduttura impostata
secondo l'asse centrale, lo stesso della villa e del giardino.
in particolare alla conduttura dal Fossato veniva aggiunta
quella dalla pescher del Gigante, che alimenta direttamente
la fontana del Nettuno.
Il sistema idraulico cosi' trasformato era semplicemente
l'addizione di una conduttura di tubi in fittile a piu' alta
pressione, ad un sistema di tubi probabilmente in piombo a
piu' bassa pressione, che di fatto rimanevano distinti. Se
il sistema di carico della fontana del Nettuno era separato
da quello delle altre fontane e' invece possibile ipotizzare
che già vi fosse un sistema di raccolta che quanto
meno canalizzasse tutte le acque dirette verso la marina.
Alla seconda fase di trasformazione del giardino, con l'introduzione
delle due "fontanette", le peschiere di levante
e di ponente, impostate secondo un asse parallelo alla villa
centrato sulla fontana del Nettuno, corrisponde il secondo
sistema idraulico, naturalmente derivato da quello precedente,
che in particolare è documentato nei disegni dello
schiavo Amett e del Parodi.
Le differenze con il sistema della fase precedente si stimano
sul piano delle relazioni complessive che si stabiliscono
in generale tra sistema di carico e sistema di deflusso delle
acque: la novita' di questo secondo sistema idrico rispetto
a quello precedente rigurda infatti la comunicazione che c'è
tra condotte di alimentazione lungo gli assi laterali e quella
principale di alimentazione dei Nettuno, nel tratto di giardino
a mare lungo l'asse nord-sud, passante per il centro della
fontana e delle rape.
Con questo sistema idraulico il Nettuno diventava davvero
il punto in cui confluivano tutte le acque, se si accetta
l'ipotesi che il tratto di alimentazione variabile, ma anche
e non secondariamente per avere la possibilità di un
controllo delle pressioni e quindi della regolazione dei getti
e dei giochi delle fontane , il sistema idraulico di carico
delle fontane era certamente collegato al sistema di irrigazione
del giardino: in questa seconda fase del sistema idraulico
funzionavano le canalette in pietra di finale poste ai lati
delle fontane a muro, per l'irrigazione delle aiuole, ma l'ipotesi
è che molto probabilmente si tratti di una persistenza
di un meccanismo appartenente già alla fase precedente.
La terza fase del sistema idraulico, forse collegabile all'ultima
fase di evoluzione del giardino o più probabilmente
frutto di sistemazione precendente, forse tardo settecentesca,
riporta un impianto che complessivamente risponde ancora a
quello della fase precedente.
Il cambiamento, per quanto si evince dal confronto dei due
disegni dello schiavo Amett e del Prodi con i dati dell'indagine
archeologica , riguarda ancora il rappoorto tra tubatura lungo
l'asse centrale con tubature lungo gli assi laterali. Anche
in questa terza fase la fontana del Nettuno rimane il punto
nel quale confluiscono tutte le acque: rimane inveriato il
sistema di raccolta delle acque, che avviene attraverso le
medesime tubature già presenti nella fase precedente
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