Palazzo del Principe


 


La ricerca archeologica nel giardino a mare.
(a cura di Marco Biagini)

I lavori di ristrutturazione della parte centrale del giardino hanno fornito l'occasione per un intervento di natura archologica, condeotto dall'ISCUM, sulla linea di quella "archologia dei giardini", che è disciplina attualmente a livello embrionale in Italia.

Sono stati effettuati alcuni sondaggi stratigrafici nella porzione ovest del giardino, a ridosso del muro di cinta, nella parte che le fonti indicavano occupata da una enorme "uccelliera", per individuare l'eventuale esistenza di strutture o di sistemazioni relative alle prime fasi di vita del complesso signorile. Parallelamente, è stato seguito il cantiere di restauro che si svolgeva nell'area centrale del giardino.

Lo scavo ha
evidenziato i segni più o meno pesanti del bombardamento dell'ultima guerra. Lungo il muro di cinta è stata individuata - subito al di sotto del suolo attuale - parte di un'aiuola costituita da pietre di natura vulcanica e scorie di lavorazione del ferro ache di dimensioni motevoli, riferibile alla risistemazione ottocentesca del giardino.

A fianco di questa correva uno stradino in terra battuta delimitato da un allineamento di lastre d'ardesia; e vi era inoltre una vasca di forma ovaleggiante irregolare che doveva rappresentare nella nuova sistemazione una sorta di stagno posto all'ombra di grossi alberi. Ad una quota più bassa del sentiero sono stati individuati elementi riferibili alla voliera secentesca.

Sul limite orientale è stata scoperta parte della recinzione, caratterizzata da un basso zoccolo in cui sono inseriti ad intervalli regolari massicci blocchi rettagolari in pietra calcarea con coppie di fiori circolari, destinate ad alloggiare i pali di sostegno della voliera. Ad ovest di questo muro sono proesnti alcuni blocchi di notevoli dimensioni, che presentano al centro un unico foro circolare interpretabile anch'esso come buca da palo. A questi è relativo un livello vita in terra battuta che occupa tutta la parte orientale delle aree scavate.

Allo zoccolo veniva ancorata la rete di chiusura della voliera mentrre i blocchi dovevano sostenere il peso delle arcate che su di esso si impostavano. Nell'area mediana è stata individuata una imponente soglia d'ingresso alla voliera con ai lati tracce dei cardini della porta. Nella struttura sono state scavate fosse con macerie, molto ricche di reperti ceramici, ossa e materiale edilizio, riferibili a ristrutturazioni operate alla fine del Seicento nella villa e che hanno coinvolto anche il giardino.

Sa questo momento la voliera sembra continuare a vivere fino almeno agli inizi del XIX sec., con variazioni struttuarali non percepibili dall'indagine archologica ma recuperabili dall'analisi comparata delle roproduzioni della voliera nel corso del tempo.

Nel corso della senda meta' del XVIII sec. sembrano essere costruiti i contrafforti che scandiscono attualmente il muro di cinta, resei necessari probabilmente per il preoccupante spanciamento verso l'inteno della nuratura, ancora oggi chiaramente percepibile. Lo scavo ha anche dimostrato cone l'area del giardino a mare fosse prima dell'impianto del giardino scoscesa e che l'aspetto attuale venne ottenuto attraverso il riporto di numerosi strati di terra nel corso del XVI secolo.

Nella parte centrale del giardino, poco al di sotto della superficie, sono stati inidividuati ampi tratti di condutture dell'impianto idrico di alimentazione delle fontane e delle aiuole del giardino. La condotta pricipale attraversava il giardino lungo la rampa orientale, quindi pigava sull'asse mediano del giardino puntando alla fontana del Nettuno.

E' costituita da tubi fittili incastrati uno nell'altro, inseriti in una struttura in mattoni e malta e ulteriormente inglobata in una muratura larga fino a 1 m., necessaria per la forte pressione all'interno della condotta e la debolezza del sistema a tubi fittili incastrati alle sollecitazioni della perssione dellacqua.

In corrispondenza della base delle due rampe sono state individuate due condotte più piccole, in tubi di terracotta inglobati in un struttura in mattoni e malta, perpendicolari alla rampa stessa e terminanti con una bocchetta verticale, in corrispondenza dell'inizio dell'antiche aiuole alla cui irrigazione erano legate.

Tali condotte si biforcavano verso il cntro della rampa per irrigare un'aiuola parallela e adiacente alla rampa. sono stati infine scoperti larghi stratti di una complessa rete di distribuzione idrica in tubi fittili incastrati alle sollecitazioni della pressione dell'acqua. In corrispondenza della base delle due rampe sono state individuate due condotte più piccole, in tubi di terracotta inglobati in una struttura in mattoni e malta, perpendicolari alla rampa stessa e terminanti con una bocchetta verticale, in corrispondenza dell'inizio dell'antiche aiuole alla cui irrigazione erano legate.

Tali condotte si biforcavano verso il centro della rampa per irrigare un'aiuola parallela e adiacente alla rampa. Sono stati infine scoperti larghi tratti di una complessa rete di distribuzione idrica in tubi cilindrici di marmo. Tali tubi avevano evidentemente lo scopo di alimentare ulteriormente la Fontana del Nettuno, garantendo diversi approvvigionamenti d'acqua in caso di interruzione della condotta principale.

Il punto di incastro tra un tubo e l'altro era sigillato da mattoni e malta, per contenere la pressione in corrispondenza degli incastri tra i singoli elementi. La presenza di analoghe tubature nella parte verso mare del giardino. La condotta principale attraversava il giardino lungo la rampa orientale, quindi piegava sull'asse mediano del giardino puntando alla fontana del Nettuno. E' costituita da tubi fittili incastrati uno nell'altro, inseriti in una struttura in mattoni e malta e ulteriormente inglobata in una muratura larga fino a 1 m., necessaria per la forte pressione all'interno della condotta e la debolezza ddel sistema a tubi fittili incastrati alle sollecitazioni della pressione dellacqua.

In corrispondenza della base delle due rampe sono state individuate due condotte più piccole, in tubi di terracotta inglobati in una struttura in una struttura in mattoni e malta, perpendicolari alla rampa stessa e terminanti con una bocchetta verticale, in corrispondenza dellinizio dell'antiche aiuole alla cui irrigazione erano legate: tali condotte si biforcavano verso il centro della rampa per irrigare un'aiuola parallela e adiacente alla rampa.

Sono stati inifine scoperti larghi tratti di una complessa rete di distribuzione idrica in tubi cilindrici di marmo. Tali tubi avevano evidentemente lo scopo di alimentare ulteriormente la Fontana del Nettuno, garantendo diversi approvvigionamenti d'acqua in caso di interruzione della condotta principale. Il punto di incastro tra un tubo e l'altro era sigillato da mattoni e malta, per contenere la pressione in corrispondenza degli incastri tra i singoli elementi.

La presenza di analoghe tubaturee nella parte verso mare del giardino doveva invece essere legata al rifonimento idrico dell'area costiera privata del palazzo dove questa poteva essere utilizzata per alimentare un'altra fontana (la cui presenza è testimoniata dalle fonti cartografiche).


TOUR
IL PALAZZO
IL GIARDINO
La Storia
Il giardino rinascimentale tra Andrea e Giovanni Andrea I Doria
L'uccelleria
Il gigante
La grotta
Il giardino del '600 e del '700
Il giardino dell '800
Il ventesimo secolo
Il Progetto di ripristino. La ricostruzione topografica dell'impianto tardo cinquecentesco.
La sistemazione paesaggistica
Linee generali per l'impianto verde
La ricerca archeologica nel giardino a mare (Marco Biagini)

Considerazioni sul sistema idraulico (Andrea Mamone)

  Le foto del Giardino
OSPITI ILLUSTRI
LA FREGATA DEI DORIA

 

 

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