Palazzo del Principe


 


 

 

Linee generali per l'impianto verde.

La sistemazione a verde di questo giardino è quella di un giardino prezioso, aperto ed sesposto al sole per la maggior prte della sua superficie. Il criterio fondamentale dell'impianto vegetazionale è quello della caraterizzazione storica.

Si desidera evocare le sistemazioni oriticole a cavallo fra Cinquecento e Seicento. Pertanto, si propongono soluzioni:

a) piu' antiche di tale periodo, ma che continuavano a essere riprodotte in base ad una lunga tradizione giardinera e che nel corso del Cinquecento vennero intensificate (p.e. praterie fiorite, nuovese lezioni di garofano, viole, e narciso).

b) caratteristiche di quel periodo, ovvero cosociazioni di specie da fiore con piante aromatiche (rosamirto, romarino-garfano etc.), e piantagione di fioriture ad associzione biocromatica (bianco-rosso con le varianti bianco-rosa, rosarosso, giallo-bianco, bianco-blu con la variante bianco-viola.

c) che includono specie introdotte nel corso del Cinquecento, di facile riconoscimento. Fra queste vi sono le prime piante provenienti dal Nuovo Mondo (canna indica, girasole, Tabacco, meraviglia del Perù, tagetes, fico d'India) che a cavallo della meta' del secolo erano gia' ampiamente diffuse nei giardini italiani. Vi sono anche diverse piante di provenienza medio-orientale, la cui presenza e diffusione nella seconda meta' del Cinquecento e' accertata (fritillaria imperiale, giglio marino, i primi tulipani botanici, lilla', filadelfo e pallon di maggio, nuove specie e varieta' di gelsomino e di agrumi).

d) Per segnare un limite al primo decennio del Seicento sono incluse anche alcune introduzioni di primo Seicento quali la Dracaena draco L., la Yucca gloriosa L., la Scilla peruviana L.

e) L'enfasi dell'impianto è data alle piante che nella letteratura e nella retorica del giardino Cinquecentesca venivano definite "coronarie", ovvero idonee alla produzione di corone e ghirlande e, per estensione, alla formazione di mazzetti di fiori da porre in vaso. Le piante coronarie erano costituite da erbacee perenni dalla fioritura ormamentale e profumata e da piante aromatiche (erbacee, e arbusti di piccola e media taglia). D'altra parte, l'uso delle bulbose, che caratterizza gli impianti seicenteschi, è volutamente attenuato.

Sono presenti gli antichissimi gigli bianchi e azzurri e i narcisi identificati nelle raffigurazioni medievali, come i primissimi tulipani e la corona imperiale introdotti in Italia tra la quinta e sesta decade del Cinquecento, ma non i tulipani seicenteschi, né le altre bulbose che diventano di primaria importanza in periodi successivi.

Tali criteri sono basati sullo studio delle fonti, fra le quali le principali sono costituite dai trattati di agricoltura monoscritti di Girolamo Gatteschi da Firenzuola (c.1552), Agostino del Riccio (c.1589) e Giovanvittorio Soderini (c.1590), e quelli pubblicati di Carlo Stefano (1535-1570); gli erbari dipinti di Pietro Michiel (ante 1577), di Ulisse Aldrovandi (meta' sec. XVI sino al 1605) e di Joachim Camerarius (c.1588), i trattati di botanica di Leonhardt Fuchs (1545), di Rempert Dodoneus (1565-1583), di materia medica di Pietro Andrea Mattioli (1554-1576) e i florilegi di basilio Besler ( 1613), di Emanuel Sweertius (1612) e di Crispin van den Passe (1614).

L'Hortus floridus di C. van den Passe costituisce il limite temporale al quale si è fatto riferimento, tenuto conto che molte piante che vi sono incluse fanno già parte del periodo orticolo successivo, al quale si vorrà dare risalto in altre parti del giardino in una seconda fase progettuale.

I limiti a cui tale impianto è soggetto sono costituiti principalmente dalla reperibilità di antiche specie e varietà botaniche. Spesso queste sono scomparse del tutto o sono fuori commercio e, pertanto, il pool orticolo al quale oggi si può attingere è limitato rispetto a quello realmente esistente nel periodo di riferimento.

Pertanto i criteri di scelta sono improntati sul reperimento di ciò che esiste, sull'inserimento di forme vicine alla specie botanica in caso di dubbio, o di forme simili che sono reperibili sul mercato.

In alcuni casi, come ad esempio per anemone e ranuncolo, le selezioni varietali attuali sono basate su criteri opposti a quelli storici, ma che possono essere facilmente corretti. Il giardino più ricco di piante particolari, ed anche il primo ad essere ripristinato, è quello centrale che si svipuppa attorno alla fontana del Nettuno.

Circondato da siepette basse di Myrtus communis var. "tarentina" nelle fasce, il giardino è ripartito in aree a prateria - punteggiate da pratoline, violette, crochi, anemoni - e in scomparti di forma trapezoidale delimitati da siepi di Myrtus communis. All'interno di questi, crescono rose antiche, piante aromatiche, nonchè specie da fiore in voga nel Cinquecento, con particolare riferimento alle piante coromarie usate per la composizione di certi e ghirlande.

Il sistema dei percorsi permette di passeggiare nel sentiero principale che circonda la fontana, ma anche fra gli scomparti fioriti per permettere un'osservazione ravvicinata.


TOUR
IL PALAZZO
IL GIARDINO
La Storia
Il giardino rinascimentale tra Andrea e Giovanni Andrea I Doria
L'uccelleria
Il gigante
La grotta
Il giardino del '600 e del '700
Il giardino dell '800
Il ventesimo secolo
Il Progetto di ripristino. La ricostruzione topografica dell'impianto tardo cinquecentesco.
La sistemazione paesaggistica
Linee generali per l'impianto verde
La ricerca archeologica nel giardino a mare (Marco Biagini)

Considerazioni sul sistema idraulico (Andrea Mamone)

  Le foto del Giardino
OSPITI ILLUSTRI
LA FREGATA DEI DORIA

 

 

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